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Bambini in fila verso il tritacarne come in The Wall

Bambini in fila verso il tritacarne come in The Wall

Bambini in fila verso il tritacarne come in The Wall

Bambini in fila verso il tritacarne come in The Wall

Martino Coppola – 07 AGO 2021

Per me, occuparmi di Tarocchi ed Esoterismo, vuol dire soprattutto imparare a conoscere e riconoscere i simboli nascosti nelle trame della vita quotidiana. Questo permette di osservare il mondo aldilà delle apparenze, attraversando il velo delle illusioni, o Maya, per usare un termine Buddhista. Vuol dire che un esoterista sa tutto e non si fa mai ingannare? Assolutamente no, esattamente come un medico non è immune alle malattie e un avvocato non è immune alle truffe. Tuttavia la sua funzione è quella di aiutare le persone a osservare l’essenza fondamentale di ogni cosa, soprattutto per evitare di rimanere invischiati nelle oscure trame del potere, che da sempre cerca di nascondere la verità al popolo. In questo lavoro d’interpretazione simbolica, l’esoterista trova un grande sostegno dagli artisti, che i simboli li utilizzano per raccontare la realtà, trascendendo spazio e tempo.

Bambini in fila verso il tritacarne come in The Wall

Ecco che qualche giorno fa ebbi un momento di perfetto connubio tra arte ed esoterismo; guardando il telegiornale, vidi le immagini di molti bambini a scuola che procedevano in fila, distanziati e con lo sguardo vuoto. Quel simbolo l’avevo già visto molti anni fa, quando incontrai uno dei più grandi capolavori dell’arte contemporanea, The Wall, dei Pink Floyd. Una perfetta unione tra cinematografia, musica, poesia, denuncia politica e sociale, ma soprattutto la perfetta opera di Arte Mistica. Molti di voi, soprattutto chi ha superato i 30 anni, ricorderà certamente i celebri singoli tratti da quell’album/film, quali “Run Like Hell” o “Comfortably Numb“, contenente un assolo di chitarra tra i più belli di sempre, ma il pezzo più famoso fu certamente “Another Brick In The Wall pt.2“. Qui sotto trovate il videoclip originale. Prendetevi del tempo per rivederlo e riascoltarlo, poi tornate all’articolo, in modo che possiate comprendere meglio quanto sto per dirvi.

Se siete sinceri con voi stessi, non potete rimanere impassibili, non potete ignorare il brivido d’orrore che scorre lungo il vostro corpo; quella è la vostra anima che rompe il muro dell’ipocrisia e vi mostra chiaramente l’atrocità di ciò che stiamo permettendo di fare… di nuovo. In questi giorni quasi tutte le istituzioni stanno compiendo una delle più rapide e clamorose virate liberticide a memoria d’uomo. Noi italiani lo sappiamo bene, le leggi peggiori vengono sempre varate in estate, quando il popolo è distratto, ma i provvedimenti sono talmente numerosi da non riuscire a starci dietro. In questo caos estivo sta passando quasi in sordina la dichiarazione del Comitato Nazionale di Bioetica, il quale sostiene che gli adolescenti potranno chiedere di essere vaccinati anche senza consenso dei genitori. Non è una legge, ma ormai abbiamo capito che le istituzioni spingono sull’incapacità di pensiero critico, sempre più dilagante, e soprattutto sulla consuetudine; tanto è vero che anche in Gran Bretagna si sta pensando di applicare la stessa regola per i maggiori di 15 anni. Le cose vanno talmente spedite che, mentre scrivo queste parole, potrebbe già essere diventata legge, cancellando senza alcuna vergogna la potestà genitoriale. Non voglio entrare nel merito della questione giuridica, ma dubito sia legittimo tutto ciò.

Bambini in fila verso il tritacarne come in The Wall

A questo aggiungiamo che il nuovo DL sul Green Pass ha stabilito che gli studenti vaccinati potranno non indossare la mascherina, ma gli altri saranno ancora obbligati. Questa sarebbe una discriminazione emotivamente insostenibile in dei soggetti adulti, figuriamoci in bambini e adolescenti. Peraltro l’iniziativa ha solo carattere discriminatorio, poiché fino ad ora non è stato ancora dimostrato che il vaccino possa limitare il contagio, anzi, è probabile che non abbia alcun effetto su questo aspetto, ma solo sull’attenuazione degli effetti della malattia. Vogliamo dunque lasciare che i più giovani continuino a marciare in fila verso questo “tritacarne” di paura, irretimento, discriminazione e psicosi collettiva? Un altro archetipo mi viene alla mente: come nel Pifferaio di Hamelin (Il Pifferaio Magico) abbiamo chiesto di essere liberati dall’infestazione, che sia di topi o di virus, ma abbiamo dimenticato di pagare il conto e il pifferaio ci sta portando via i bambini.

Bambini in fila verso il tritacarne come in The Wall

Non abbiamo bisogno di educazione, non abbiamo bisogno di controllo mentale. Insegnanti, lasciate in pace quei bambini. Tutto ciò che siete, è soltanto un altro mattone nel muro.

Fonti:

La Stampa

Orizzonte Scuola

Ospedale Bambin Gesù

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