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Saprofagi Spirituali e Falsi Messia

in tempi di crisi

di Martino Coppola

Saprofagi Spirituali e Falsi Messia in tempi di crisi
Foto di Stefan Keller da Pixabay

Saprofagi Spirituali e Falsi Messia in tempi di crisi – 31/03/2020

Di Martino Coppola


Saprofago è l’animale che si nutre di cadaveri (avvoltoi, iene, ecc.) e per similitudine potremmo definire Saprofago Spirituale colui o colei che si nutre della morte altrui, spirituale o fisica che sia. In questi giorni di quarantena a causa della pandemia di COVID-19, nonostante le più grandi nazioni mondiali che ostentavano sicumera (Francia, Germania, USA, Gran Bretagna, ecc.), stiano adottando giorno per giorno le medesime restrizioni di Cina e Italia, c’è chi ancora insiste nel voler negare l’evidenza di quanto stia accadendo nel mondo. Fatto presente che, indipendentemente che sia un virus creato in laboratorio o meno, si tratta comunque di una manifestazione dell’Universo e della Natura che vogliono fermare la folle corsa umana verso l’autodistruzione (vedi Il Virus della Corona del 07/03/2020), non possiamo che accettare di sottostare alle norme sanitarie imposte. Giusto o sbagliato? Impossibile dirlo ora, perché nessuno, davvero nessuno, sa cosa stia realmente accadendo, aldilà dei dati, e nessuno può arrogarsi tale presunzione.

Saprofagi Spirituali e Falsi Messia in tempi di crisi

Nonostante ciò, sui social c’è chi interpreta a proprio modo passi del Vangelo o altri testi sacri in cui si parla della morte e si parla, giustamente, del non averne paura. L’idea che la morte della materia, quindi del nostro corpo, sia effimera, poiché la nostra anima è eterna, è sacrosanto, ma bisogna fare attenzione. Esistono infatti degli improvvisati “Maestri Illuminati”, ma anche “Maestre” (le donne non si sentano escluse, come spesso accade), accusano un po’ tutti quanti di avere “poca fede”. Il riferimento è chiaramente Matteo 8,23-27, citato anche da Papa Francesco nel suo epocaleUrbi et Orbi con indulgenza plenaria; egli però non ha osato minimamente fare la morale ad altrui persona, bensì, infreddolito, sotto la pioggia, in una piazza San Pietro ovviamente deserta, si è posto al fianco dei suoi fedeli in qualità di “uomo di poca fede“, che durante la “tempesta” è smarrito come i discepoli. Non sono cattolico e non posso dirmi pienamente cristiano, ma ritengo che il Santo Padre sia stato degno di lode in questo suo profondo atto di umiltà. Non si è imposto come maestro spirituale, anche se di fatto lo è, indipendentemente dal credo di ognuno. Invece questi strampalati “Guru dei social rimproverano gli altri, ergendosi essi stessi a ruolo di Messia; peccato non considerino che la morte di cui non bisogna aver paura, non è quella dei propri discepoli, né quella di altri maestri spirituali, bensì la propria. Si sentono come il Cristo, ma fanno andare gli altri in croce. Incitano i loro follower (seguaci, per l’appunto) a uscire di casa e ribellarsi, incuranti di qualsiasi pericolo, sia per la propria salute, sia per quella degli altri, ma anche di eventuali ammende penali. Eppure questi novelli Savonarola, non mostrano né video né foto di sé stessi mentre compiono le azioni che promulgano; se ne stanno comodamente seduti al caldo, probabilmente riforniti di viveri e disinfettanti di ogni sorta e sono per lo più giovani e in salute. Insomma, loro che tacciano gli altri di essere codardi, non pensano minimamente di correre alcun rischio. Inoltre, quando messi di fronte a quest’evidenza, rispondono con assurde affermazioni del tipo “Io vi ho mostrato la via, ora tocca a voi fare la vostra parte“, diventano vaghi, non rispondo o censurano lo scomodo commento che li sbugiarda.

Saprofagi Spirituali e Falsi Messia in tempi di crisi
Foto di Mateusz Wyszyński da Pixabay

Nessuno di questi Falsi Messia è attualmente impegnato in missioni di salvataggio in zone di guerra o in altre situazioni in cui mettono a rischio la propria incolumità, quindi sono palesemente ipocriti; tuttavia questo semplice dettaglio sfugge ai loro accoliti che si abbeverano alla loro fonte. Badate bene, difficilmente questi soggetti sono operatori professionisti che chiedono un compenso in denaro; c’è chi si sta approfittando di questa crisi mondiale per arricchirsi, ma accade un po’ in tutti i settori, non solo in quello olistico e spirituale. I peggiori avvoltoi, però, sono proprio i falsi maestri che, con l’esca del non chiedere denaro, sembrano “buoni” e passano “inosservati”, poiché ancora viviamo col bigotto concetto che il denaro sia “lo sterco del Diavolo“. Questo concetto, insito in noi a livello inconscio, ci rende facili prede dei veri “sciacalli” dello spirito, i Saprofagi Spirituali, appunto. Loro non vogliono denaro, perché consciamente o inconsciamente, sanno che ricevere un pagamento da parte di una persona, per aver ricevuto un servizio, libera a tutti gli effetti quest’ultima, sia legalmente sia spiritualmente. Come qualcuno usa dire dopo aver saldato un debito “ora non siamo più parenti“. Ti ho pagato, ho pagato la tua fatica e il tuo tempo, quindi non ti sono più debitore. Ovvio, se un operatore (o un qualsiasi altro professionista) desidera fare un regalo a un suo cliente o a un suo amico, il debito è estinto all’origine, ma i soggetti di cui vi sto parlando non fanno regali. Essi prendono qualcosa di molto più prezioso del vostro denaro, essi rubano la vostra attenzione, la vostra energia psichica, la vostra Anima. Sono Vampiri Energetici, ma con una particolare predilezione per il tema della morte o della sofferenza in genere.

Saprofagi Spirituali e Falsi Messia in tempi di crisi

Sono macabri e avidi di energie basse, di paura, rabbia, frustrazione, insicurezza, ecc. Sono ego allo stato puro, ma dicono alle persone spaventate di essere nell’ego e non nello spirito. Può anche darsi, ma fare i bacchettoni incoerenti, con desiderio di nutrirsi delle tragedie è decisamente peggio. Un vero Maestro Spirituale non sostiene le sue verità solo con le parole, ma con i fatti, non giudica i suoi discepoli, ma mostra loro la via col suo esempio e se non può farlo, tace e medita, esattamente come Gesù Cristo che dormiva sulla barca durante la tempesta; Papa Bergoglio ha sottolineato che non si vede mai, in tutti vangeli, Gesù dormire, solo qui. Non voglio fare il teologo improvvisato, ma potrei supporre che quel “dormire” possa essere inteso proprio come un “meditare” nell’attesa di poter dare il giusto esempio e il giusto insegnamento. Ad ogni modo nessuno di noi è un Messia, soprattutto questi leoni e leonesse da tastiera; siamo semplici esseri umani, tutti. Personalmente, in quanto giovane uomo di 34 anni, in perfetta salute, che non prende un’influenza da dieci anni e senza particolari patologie pregresse, anche se non ho alcuna paura del virus e tutto sommato non mi spaventa nemmeno l’eventuale ammenda per la violazione delle restrizioni, non mi permetterei mai di giudicare altre persone perché sono spaventate. Non potrei nemmeno incitare nessuno a rischiare la propria salute o la propria fedina penale, perché se dovessi credere davvero che questa fosse la miglior azione da intraprendere (e non lo credo affatto), prima lo dimostrerei col mio esempio, poi inciterei gli altri a farlo. Non mi metto nemmeno a sbandierare il fatto che non temo la morte, perché effettivamente, per tutte le esperienze spirituali che ho vissuto, ho più paura della morte della mia Anima che la morte del mio corpo. Non lo faccio perché è arrogante e ingiusto nei confronti di tutte le persone che stanno soffrendo in questo momento.

Saprofagi Spirituali e Falsi Messia in tempi di crisi
Foto di John Hain da Pixabay

Credo che l’elevazione spirituale non si faccia rimanendo fermi sul proprio “Scranno della Saggezza“, altrimenti si commette lo stesso errore delle religioni monoteiste, diventando bigotti e crudeli. Un vero percorso spirituale implica l’accettare anche i limiti degli altri e le loro paure. Implica aspettare i tempi di evoluzione e maturazione di ognuno e cercare di aiutare il prossimo, ricercando l’equilibrio universale e una verità profonda, fatta di tanti punti di vista. Per esempio molti hanno saputo cogliere aspetti positivi nello stare in casa, rallentando i ritmi di vita; la malattia arriva quando abbiamo bisogno di fermarci e la nostra società ne aveva davvero bisogno. Siamo sicuri che sia davvero saggio chi vi dice di agitarvi e non fermarvi a riflettere? Siamo davvero sicuri che questo contenimento sia un errore? Io pensavo fosse un errore all’inizio, anche perché ne sono stato e ne sarò toccato molto profondamente a livello economico-lavorativo e perché anch’io credo che sia inutile avere paura della morte e che sia giusto far fare alla Natura il suo corso, anche tramite questo virus. Poi però ho meditato su tutto ciò e ho compreso che quello che si lamentava era solo il mio piccolo ego. Sono uscito da quell’angusta stanza e, paradossalmente, sono uscito all’aperto grazie a questa reclusione in casa. Ho osservato chi mi stava attorno e ho ascoltato i loro cuori sofferenti. Non ho tratto alcuna conclusione da questo, perché ho ritrovato l’umiltà di dire “Non so proprio nulla. Non ho idea di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato e non mi posso permettere di giudicare chi rischia di ammalarsi, magari morire, e vuole invece continuare a vivere.” Quindi è per loro che vado oltre alle mie convinzioni e oltre al mio interesse personale. Per loro sto a casa e invito gli altri a stare a casa. E dico a chi si dovessero imbattere in questi “Falsi Maestri” (uomini o donne che siano), di fare attenzione: vi vogliono convincere a non aver paura per nutrirsi, più o meno consciamente, della vostra sofferenza e forse anche della vostra morte. Non pensiate sia un rischio trascurabile, perché ho già potuto vedere che molti sono caduti in questa trappola e stanno rischiando sia a livello legale che di salute. Siete sicuri che quello che vi sta spingendo a rischiare così tanto sia il vostro buon senso o il vostro spirito ribelle? Magari non volete ammettere di esservi fatti convincere da un chicchessia qualunque su Facebook o su WhatsApp, ma la verità è che siamo tutti vulnerabili in questo momento. Inoltre è bello poter ammettere di essere fragili e di doversi affidare anche alla razionalità della medicina e della politica, senza per questo doversi sentire meno spirituali.


Martino Coppola

Operatore olistico, studioso di Tarocchi,

Esoterista e Facilitatore in Liberazione Spirituale.


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